Paola Coluccia

Paola Coluccia

Formazione ed esperienze lavorative

Mi sono laureata nel 2007 in Psicologia dell’età evolutiva presso l’Università “La Sapienza” di Roma, sostenendo l’Esame di Stato per l’abilitazione professionale presso la medesima sede. Successivamente ho conseguito il Diploma di Specializzazione in Psicoterapia ad indirizzo Analitico Transazionale presso la scuola “Auximon ” di Roma.

Ho vissuto vari tipi di esperienze che hanno contribuito in maniera significativa alla mia formazione, in particolare: 

ho collaborato, durante il tirocinio, presso un centro per adolescenti a rischio di devianza o con provvedimenti penali, “Centro Don Bosco”, dove ho fatto esperienza dell’importanza della prevenzione e delle misure alternative al carcere come occasione di crescita e di recupero. Attraverso la collaborazione, da volontaria, presso l’associazione ONLUS del V Municipio di Roma “La Tenda”, che si occupa di recupero per tossicodipendenti, ho potuto arricchire la precedente esperienza approfondendo la conoscenza del mondo della tossicodipendenza e, quindi, il lavoro con la dipendenza da sostanze.

Sono entrata a contatto con le complesse problematiche psicologiche ed emozionali dei pazienti affetti da cancro e leucemia quali: paura, rabbia, demoralizzazione e preoccupazione, presso il reparto di oncologia e di ematologia dell’ospedale Celio di Roma, dove ho svolto una parte del mio tirocinio.

Attraverso il lavoro in un scuola primaria, come insegnante, ho seguito anche bambini con disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione e con bisogni educativi speciali, maturando una particolare predisposizione a lavorare con questo tipo di problematiche.

Inoltre ho svolto la mia attività come psicoterapeuta in formazione presso un consultorio della ASL RM/B, dove ho avuto modo di fare esperienza con vari tipi di disagio (disturbi d’ansia, dell’umore, dell’alimentazione, difficoltà emotive e relazionali) avendo anche la possibilità di conoscere da vicino le problematiche del percorso adottivo perché ho seguito coppie aspiranti l’adozione nell’attività di valutazione. In seguito, presso il servizio TSRMEE della stessa ASL, sono venuta a contatto con il complesso e affascinante universo di idee ed emozioni degli adolescenti, svolgendo consulenze e sostegno psicologico.

Infine, ho svolto attività di psicoterapeuta in formazione presso la ONLUS “Eumenos”, dove ho seguito dei pazienti in Psicoterapia e dove ancora oggi collaboro, prestando la mia professionalità.

Attualmente svolgo attività di consulenza e psicoterapia per adulti, adolescenti e bambini presso il Centro di Psicoterapia a Centocelle nell’ omonimo quartiere e collaboro con un medico di base presso uno studio associato nel quartiere di Testaccio.

Gli ambiti di intervento

Mi occupo di  psicoterapia individuale e di gruppo per adulti, bambini e adolescenti rispetto a vari tipi di disturbi psicologici quali :

  • Disturbi di personalità
  • Disturbi d’ansia
  • Disturbi dell’umore
  • Difficoltà di relazione (sociale, genitoriale, di coppia)
  • Difficoltà emotive 
  • Difficoltà sessuali nella coppia

Per promuovere la prevenzione (primaria e secondaria) svolgo progetti per la modifica di comportamenti a rischio e sviluppo di life skills nella scuola primaria e secondaria di primo grado. 

Mi occupo di percorsi di Parent Training per genitori che stanno affrontando dei momenti critici nella crescita dei propri figli, sostegno alla genitorialità e organizzo gruppi tematici su diversi argomenti riguardanti l’Analisi Transazionale.

Il contributo dell’Analisi Transazionale al mio lavoro

Condivido appieno i principi filosofici dell’Analisi transazionale: dell’Okness per cui ogni persona va bene così com’è, della capacità di ognuno di pensare e autodeterminarsi e della possibilità di ognuno di prendere decisioni e cambiarle quando non sono più funzionali. 

Il concetto di “carezze” è diventato la mia mission professionale. Come scriveva Berne: “senza carezze la spina dorsale avvizzisce”, infatti come il cibo è indispensabile da un punto di vista fisico e permette la crescita e il mantenimento di un benessere corporeo, così le carezze trasformano un neonato in bambino, un bambino in adolescente e un adolescente in un uomo o una donna. Le carezze sono i riconoscimenti reciproci, o meglio, come diceva Berne “l’unità base di riconoscimento” che le persone si danno e che determinano la qualità della loro vita. Le carezze sono dunque il modo per dire all’altro: “tu per me esisti e sei importante” . 

Ognuno di noi ha un “filtro di carezze” attraverso il quale far passare solo quelle in sintonia con l’idea che ha costruito di sé.

Questo significa che se, purtroppo, una persona non ha potuto costruire nella sua vita  delle convinzioni buone su di sé non sarà disponibile a dare o ricevere carezze positive.

La terapia è dunque quel tempo e quel luogo protetto dove si costruisce una relazione in cui è possibile rivedere le decisioni prese da piccoli e imparare a dare, ricevere e chiedere carezze positive.

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